Miele di Manuka per la cura delle ferite e non solo
Un nuovo inizio

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La cura delle ferite continua ad essere un’importante disciplina della medicina moderna. Visti l’invecchiamento della popolazione e i disturbi “moderni” legati allo stile di vita, come per esempio il diabete di tipo 2, le ferite che non guariscono sono sia una causa crescente di morbilità che un peso per le finanze pubbliche. La tradizione vuole che la Nuova Zelanda Maori trovò la risposta quando si scoprì che il miele prodotto dalla pianta di Manuka (Leptospermum scoparium) avesse proprietà curative. Passando al 21° secolo, l’azienda ManukaMed, con sede in Nuova Zelanda, è un fornitore leader di una gamma di prodotti sterili per la cura delle ferite, la cui modalità d’azione è ora ben compresa.

 

Il miele di Manuka è noto per avere molteplici benefici quando applicato alle ferite. Questi includono deodorare e sbrigliare la ferita, proprietà antibatteriche uniche che precludono lo sviluppo di resistenza batterica, azioni antinfiammatorie e stimolazione della rigenerazione dei tessuti. Anche il suo naturale pH basso e l’umidità favoriscono la guarigione. Il fatto che il miele non sia tossico per gli umani (a livello globale ne consumiamo centinaia di tonnellate ogni giorno) è un ovvio vantaggio. È intrigante chiedersi: perché esattamente i batteri sono sensibili al miele di Manuka e perché la resistenza ad esso non si sviluppa? La chiave sembra essere una molecola chiamata metilgliossale (MGO). Più alto è il livello di MGO, maggiore è la capacità del miele di uccidere i batteri e quindi migliore sarà il risultato nella cura delle ferite. Da una serie di studi sembra che l’MGO agisca per uccidere batteri differenti in modi differenti; distruzione della parete cellulare, inibizione della produzione di flagelli e attività anti quorum sensing (inibizione della capacità dei batteri di formare biofilm) sono solo alcuni dei meccanismi impiegati. Non essendo un unico processo, non può svilupparsi alcuna opportunità di resistenza. Un netto contrasto rispetto agli antibiotici. Inoltre, l’applicazione di medicazioni al miele di Manuka insieme ad antibiotici orali ha mostrato sinergia sia per la rifampicina che per la meticillina.

 

L’attuale pandemia ha stimoltato la ricerca mostrando come il miele sterile MANUKAPli, di ManukaMed, disattivi SARS CoV-2 (l’agente causale di Covid-19) attraverso la glicazione di gruppi di proteine, impedendo l’ingresso virale nelle cellule umane. Ciò ha portato al lancio commerciale di una mascherina con miele di Manuka. Il futuro di questo prodotto naturale sembra radioso.

 

 

D.H. Norrie Ph.D